Quaresima
(dall’inviato Sir a Norcia) “Vivere con serietà le proprie responsabilità personali a livello personale, familiare, sociale, nella comunità parrocchiale affinché il messaggio della Pasqua porti quei di frutti di riconciliazione, di perdono, di giustizia e di solidarietà che sentiamo necessari in questo momento particolare della ri-costruzione che tarda a realizzarsi ma che può dipendere anche dalla nostra buona volontà e dal nostro impegno”. È l’esortazione che l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo ha rivolto ai fedeli che ieri sera hanno partecipato, a Norcia, alla Via Crucis promossa dal Vicariato dei Sibillini. Il rito si è svolto negli insediamenti “Sae” (soluzioni abitative provvisorie) della zona industriale della cittadina umbra dove vivono attualmente circa 240 famiglie terremotate e dove tante imprese più o meno grandi tentano di ripartire a livello economico e occupazionale. A scandire le stazioni le riflessioni del cardinale Carlo Maria Martini. “Ogni tappa – ha detto l’arcivescovo – ci ha dipinto un gruppo di persone, o qualche personaggio che entrava in relazione con Gesù che saliva al Calvario. Non ci è difficile riconoscerci in qualcuno di questi personaggi o nella folla che lo seguiva e indovinare così i sentimenti che abitavano il cuore di queste persone e dello stesso Gesù. Fare questo esercizio diventa per noi un’occasione per metterci di fronte alla Croce del Signore, permettere che questa ci interpelli e nello stesso momento ci giudichi”. Da qui la necessità di “ricostruire i rapporti fra di noi, la fiducia e la speranza. Il nostro modo di stare insieme sia reso fecondo dalla solidarietà e dall’amicizia. Chiediamo che la grazia del Signore compia i nostri propositi e i nostri desideri. La sua benedizione conforti e consoli che ancora porta le ferite di questo terremoto. E chiediamo, infine, che tutto il bene che abbiamo ricevuto, la solidarietà di tante persone, nell’arco di questi mesi, possa portare frutto anche fra di noi e possa insegnarci a farci carico del bene gli uni degli altri. Lasciamoci avvolgere dalla tenerezza, dalla misericordia e dal perdono di Dio. Così sarà una Buona Pasqua!”. “Abbiamo voluto celebrare la Via Crucis tra le Sae, uno dei luoghi dove tante famiglie, tante persone, vivono le conseguenze del terremoto e per questo si trovano a partecipare della sofferenza di Cristo per dire loro che non sono soli in questa sofferenza, che c’è qualcuno che cammina con loro, che porta il peso della vita quotidiana e questa persona è Gesù Cristo. C’è un intreccio tra solidarietà umana e quella del Salvatore: questo il messaggio della Via Crucis”.