Sabato Santo
“Celebrare la Pasqua significa credere nuovamente che Dio irrompe e non cessa di irrompere nelle nostre storie, sfidando i nostri determinismi uniformanti e paralizzanti”. Lo ha spiegato il Papa, nella parte finale dell’omelia della Veglia di Pasqua presieduta stasera nella basilica di San Pietro. “Celebrare la Pasqua – ha proseguito – significa lasciare che Gesù vinca quell’atteggiamento pusillanime che tante volte ci assedia e cerca di seppellire ogni tipo di speranza. La pietra del sepolcro ha fatto la sua parte, le donne hanno fatto la loro parte, adesso l’invito viene rivolto ancora una volta a voi e a me: invito a rompere le abitudini ripetitive, a rinnovare la nostra vita, le nostre scelte e la nostra esistenza”. “Un invito che ci viene rivolto là dove ci troviamo, in ciò che facciamo e che siamo; con la ‘quota di potere’ che abbiamo”, ha precisato Francesco, che ha chiesto ai presenti: “Vogliamo partecipare a questo annuncio di vita o resteremo muti davanti agli avvenimenti? Non è qui, è risorto! E ti aspetta in Galilea, ti invita a tornare al tempo e al luogo del primo amore, per dirti: ‘Non avere paura, seguimi'”.