Pasqua 2018

Terra Santa: p. Patton (custode), “niente può cambiare la nostra vita come la Resurrezione”

Santo Sepolcro

Dal grembo di Maria a Nazareth, “il luogo fisico attraverso il quale Dio è entrato nel tempo, con l’incarnazione del suo Figlio” al sepolcro vuoto di Gerusalemme, anch’esso “grembo, nel quale la nostra umanità ha cominciato a vivere in Dio, a partire dall’istante in cui Gesù, il Figlio di Dio incarnato, è risorto”. Ruota intorno a questa riflessione il messaggio di Pasqua del Custode di Terra Santa, padre Francesco Patton, diffuso questa mattina in video dalla Custodia di Terra Santa. Dall’interno dell’edicola del Santo Sepolcro a Gerusalemme, padre Patton ricorda che è “in questo spazio che si trovava la tomba scavata nella roccia, che Giuseppe di Arimatea aveva preparato per sé e che mette a disposizione per la sepoltura di Gesù, che è sotto questa pietra di marmo che si trova la roccia sulla quale è stato deposto il corpo di Gesù la sera del Venerdì Santo, ed è in questo luogo che il mattino del terzo giorno, cioè il mattino di Pasqua, sono venute Maria Maddalena e le altre donne, e hanno visto la pietra rotolata via e il sepolcro vuoto e sempre qui che lo stesso mattino di Pasqua sono venuti correndo Pietro e Giovanni, e hanno potuto vedere la tomba vuota, il lenzuolo afflosciato e il sudario ripiegato”. “Pochi e poveri segni” attraverso i quali si passa “dal semplice vedere al credere! Al credere che in un istante di luce Gesù ha vinto la morte ed ha portato la nostra umanità, la nostra carne, nella vita stessa di Dio. La nostra vita umana, fragile e mortale entra nella dimensione dell’eternità, che diventa vita in Dio, che viene portata oltre l’esperienza della morte e approda nella pienezza della vita”. Il grembo di Maria, afferma il custode, “è stato il luogo fisico attraverso il quale Dio è entrato nel tempo, con l’incarnazione del suo Figlio, per condividere la nostra esistenza umana. Anche questo luogo, il Santo Sepolcro, è come un grembo, nel quale la nostra umanità ha cominciato a vivere in Dio, a partire dall’istante in cui Gesù, il Figlio di Dio incarnato, è risorto; dopo che qui Gesù è risorto, sappiamo con certezza che la morte è vinta; Gesù ha donato la sua vita con infinito amore, ha attraversato la morte per sempre, ha aperto anche a noi la possibilità di entrare con Lui nel mistero della Pasqua, nella vita stessa di Dio. Nel corso di tutta la storia umana nessuna scoperta è più importante di questa e niente può cambiare la nostra vita come questo fatto”. “Sia che viviamo a pochi passi o ci troviamo a migliaia di chilometri da questo luogo santo, il giorno di Pasqua siamo tutti qui, in questa tomba vuota. E qui deponiamo tutto ciò che nella nostra vita ci parla di morte, qui – conclude il messaggio di padre Patton – impariamo a riconoscere i segni di risurrezione che Gesù ci fa intravedere, qui impariamo a credere che presi per mano da Gesù risorto anche noi possiamo vivere in Dio”.