Passione
“Ti preghiamo o Madre Nostra, Tu che sei piena di bontà, amore e misericordia aiuta tutti noi detenuti della Casa Circondariale di Campobasso, a ritrovare un percorso di vita che ci permetta di vivere in modo onesto e ritrovare il senso della vita. Madonna nostra, Tu che sei la Madre per eccellenza, Tu che sai cos’è la sofferenza, Ti chiediamo con l’umiltà nel cuore di esaudire i nostri desideri. Proteggi tutti i nostri cari, affinché sentano sempre la Tua presenza nelle varie prove. Noi ci offriamo a Te e desideriamo che Tu ci segua in ogni nostro passo. Se per caso dimentichiamo o perdiamo la via della fede, illuminaci e riconduci tutti noi a Tuo Figlio Gesù”. È la toccante Preghiera del detenuto letta ieri sera da un recluso durante la sosta della Processione del Cristo Morto e dell’Addolorata, dinanzi alla Casa Circondariale di Campobasso. Quest’anno, grazie all’art. 21, la preghiera è stata letta dal detenuto pubblicamente, fuori dalle mura della Casa Circondariale di Campobasso e non dall’interno della casa di reclusione. La preghiera è stata preceduta da un monologo, letto anch’esso dal detenuto, ispirato e tratto dal capitolo 3 del libro di Qoèlet (Ecclesiaste). Al termine della preghiera e prima della benedizione, l’arcivescovo di Campobasso-Bojano, mons. GianCarlo Bregantini, ha rivolto un breve messaggio alla città.