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Cinema: dal 12 aprile “La casa sul mare”, “Io sono tempesta” e “Il cratere”. Cnvf, “storie di famiglie, relazioni e ricerca di senso”

Escono nei cinema, da giovedì 12 aprile, “La casa sul mare” di Robert Guédiguian, “Io sono tempesta” di Daniele Luchetti e “Il cratere” di Silvia Luzi e Luca Bellino. Il Sir, insieme alla Commissione nazionale valutazione film della Cei (Cnvf.it), li ha visto in anteprima.
Anzitutto “La casa sul mare”. Il presidente della Cnvf, Massimo Giraldi, sottolinea: “Il regista Guédiguian accompagna lo spettatore a cogliere, attraverso una riunione familiare, lo spirito della società del tempo. I protagonisti si siedono al tavolo dei ricordi, passando in rassegna passioni e lotte di gioventù, di un’epoca ormai al tramonto, che lascia spazio a problematiche nuove e disorientanti. Guédiguian è bravo nel tratteggiare atmosfere dolci e nostalgiche, potendo contare su attori affidabili e raffinati”.
Con “Io sono Tempesta” Daniele Luchetti – che nel 2015 ha firmato il biopic su papa Francesco, “Chiamatemi Francesco” – delinea la storia di un cinquantenne di oggi, arrivato professionalmente ma povero e disperso sotto profilo valoriale. “Il protagonista Marco Giallini – sottolinea ancora Giraldi – rende bene il faccendiere senza scrupoli, dal cinismo quasi simpatico e accattivante: un uomo centrato su se stesso, solo, che con un espediente comico-tragico ha l’occasione per rivedere il proprio stile di vita. Luchetti nella narrazione però non fa sconti a nessuno e, al di là del sorriso (amaro), compone un quadro senza vincitori, mesto e rassegnato”.
Da ultimo, “Il cratere” di Silvia Luzi e Luca Bellino, passato alla 32ª Settimana internazionale della critica al Festival di Venezia. È la storia della tredicenne Sharon, che con suo padre scommette sulle proprie doti canore per affermarsi nella musica e attivare quell’ascensore sociale tanto atteso. Il film, precisa il presidente della Cnvf, “coglie bene l’affanno delle vite che abitano ai margini. L’opera resta comunque su un binario controllato, attento a non lasciarsi andare al dramma più cupo, come quello di ‘Rosetta’ dei fratelli Dardenne. Luzi e Bellino dirigono attori esordienti con sguardo neorealista che convince e piace, in attesa di una maturità più solida”.