Convegno Cei

Catechesi: mons. Muratore (Nicosia), “dare un’impronta con progetti educativi integrati”

(Assisi) “Abbiamo messo assieme gli uffici diocesani in una dimensione di convergere per dare un’impronta con i nostri progetti educativi”. Così il vescovo di Nicosia, mons. Salvatore Muratore, ha presentato l’esperienza diocesana “Educare ad amare” oggi al convegno nazionale dei direttori e collaboratori degli Uffici catechistici diocesani, organizzato dall’Ufficio Cei, ad Assisi. L’iniziativa è finalizzata a una preparazione remota al matrimonio. “In diversi contesti i genitori hanno espresso il bisogno di essere accompagnati nel proporre i temi dell’educazione all’amore dei figli, manifestando a volte il loro disagio e il senso di inadeguatezza nel gestire l’educazione alla sessualità dei loro figli”. Il vescovo ha rilevato come anche nella sua diocesi “la facilità di reperimento dei metodi contraccettivi e abortivi ha abbassato di molto l’età di inizio dei primi rapporti sessuali”. “Valori come la castità, il pudore e l’amicizia, la gratuità e la fedeltà rimangono troppo spesso sconosciuti”, ha aggiunto. Così la diocesi ha messo a punto iniziative per “dare un sostengo a catechisti e parroci per aiutare a educare ad amare attraverso delle schede”, affinché “a loro volta possano mediare ai genitori l’educazione concreta alla formazione dei figli”. Ma “i parroci si devono fare accompagnare da psicologi e da altre figure che li possano supportare”. Mons. Muratore ha quindi ribadito che “il nostro compito è aiutare i genitori ad avere cosa dire ai figli, non è nostro compito dirle direttamente”. L’integrazione delle varie pastorali si è sviluppata anche nel “progetto educativo nei confronti di tutta la cittadinanza”. “Ai genitori sono stati proposti approfondimenti sulla coerenza educativa, sulle relazioni intrafamiliari e sull’uso dei mass media in età adolescenziale con l’Ufficio delle comunicazioni sociali, con le ragazze dai 9 agli 11 anni assieme alle loro mamme si è parlato del corpo, con i giovani di sessualità e corporeità. Assieme alla Caritas, invece, si è pensato di aiutare le famiglie in disagio ad affrontare le dipendenze”.