Rapporto annuale
Tra i primi 10 Paesi oggetto di land grabbing (accaparramento delle terre) vi sono i Paesi impoveriti dell’Africa, come la Repubblica Democratica del Congo, il Sud Sudan, il Mozambico, la Repubblica del Congo Brazzaville e la Liberia, mentre in Asia il Paese più coinvolto è la Papua Nuova Guinea, ma non mancano Paesi emergenti come il Brasile e l’Indonesia ed in Europa la Federazione Russa e l’Ucraina. Lo denuncia il rapporto “I padroni della Terra”, pensato e redatto da Focsiv, in collaborazione con Coldiretti, sui soggetti che stanno acquisendo sempre più terre coltivabili sul nostro pianeta, diventando di fatto i veri padroni della Terra. Presupposto dell’intero rapporto è la consapevolezza che la terra, soprattutto quella fertile e l’acqua salubre, sono risorse limitate che si stanno esaurendo, in un mercato globale che tutto fagocita. Questa prima edizione – presentata oggi a Bari – è dedicata al fenomeno del land grabbing e alle sue ripercussioni in termini di conflitti, espulsioni, migrazioni, depauperamento dell’ambiente e la scomparsa delle biodiversità. Il rapporto è anche una denuncia ed un invito ad una riflessione su un modello di produzione e consumo che accaparra risorse per sfruttarle senza riguardo delle comunità locali, in nome di “profitti a breve termine o la necessità di assicurare continuità agli stili di vita dei Paesi ricchi o emergenti”. Inoltre, gli investimenti nella terra “allargano la forbice tra i pochi grandi poteri a livello mondiale, che concentrano il controllo su risorse strategiche, e le grandi masse di popolazioni che ne sono escluse a livello locale”. Nel rapporto vengono anche presentati due casi rilevanti di accaparramento in Ecuador e in Myanmar. “In America Latina si è coniato un termine che sintetizza l’azione del land grabbing e di alcune operazioni ad esso collegate: estrattivismo – spiega Gianfranco Cattai, presidente Focsiv -. Termine utilizzato anche da Papa Francesco per indicare quelle azioni di governi e aziende multinazionali volte all’estrazione di risorse strategiche per il mercato internazionale: petrolio e idrocarburi, specie vegetali ed animali, nuovi metalli essenziali per la produzione di tecnologie, ma anche beni essenziali ed universali come terra ed acqua”.