Giornata internazionale
“Da sempre la Casa della carità è impegnata a sostenere l’inclusione sociale e i diritti di cittadinanza di chi vive in condizioni di emarginazione, compresi i rom. In tutti questi anni abbiamo verificato che ciò che consente a ognuno di diventare pienamente cittadino è avere la possibilità di un lavoro stabile. Solo grazie al lavoro le persone possono sostenersi, avere una casa, mandare i figli regolarmente a scuola, immaginare un futuro”. Lo scrive in una nota la Casa della carità, in occasione della Giornata internazionale dei rom e sinti, che ricorre domenica 8 aprile. La struttura di solidarietà, nata a Milano, ha sviluppato il progetto “Villaggio solidale” per sostenere l’inclusione lavorativa di rom e sinti. Adesso lancia una campagna per la “promozione della piena cittadinanza dei rom” dal titolo “Cittadini grazie al lavoro”, con l’obiettivo di raccontare le storie dei tanti che in questi anni hanno riscattato la loro condizione grazie a un’occupazione. “Soprattutto le donne sono protagoniste di questo riscatto. Per esempio Mariana, che viveva nel campo di via capo Rizzuto e che ora è aiuto cuoca per un’azienda di ristorazione. O Dora, analfabeta fino ai 30 anni, che oggi lavora come badante. E ancora Alina, che a ogni viaggio in metropolitana chiedeva l’elemosina, mentre ora lavora regolarmente in un’impresa di pulizie”. Don Virginio Colmegna, presidente della Casa della carità, chiede alle istituzioni che “si investa di più nelle politiche di inserimento lavorativo dei cittadini rom e sinti che vivono ancora in condizioni di esclusione”.