Chiese locali

Diocesi: Padova, si conclude questa sera il Sinodo diocesano dei giovani

Si conclude nella serata di oggi, sabato 19 maggio, il Sinodo dei giovani promosso dalla diocesi di Padova. Durante la veglia di preghiera che prepara alla Solennità di Pentecoste, alle 20.45, in cattedrale, sarà consegnato al vescovo Claudio Cipolla il documento conclusivo redatto dall’Assemblea sinodale, frutto di un lavoro iniziato il 3 giugno dello scorso anno, vigilia di Pentecoste. In cattedrale sono attesi i giovani, i rappresentanti degli organismi diocesani per un momento che si strutturerà in due parti: inizialmente la conclusione del Sinodo dei Giovani, con la lettura integrale del documento finale e la firma da parte del vescovo Claudio e di quattro giovani rappresentanti l’assemblea sinodale. Seguirà quindi la veglia di Pentecoste. Il cammino del Sinodo dei giovani della diocesi di Padova era partito nel luglio 2016, all’indomani della GMG di Cracovia. Da settembre a dicembre 2017 circa cinquemila giovani hanno lavorato insieme, in piccoli gruppi, su alcune tracce di lavoro. Il risultato della loro riflessione è stato quindi affidato all’Assemblea sinodale composta da 160 giovani tra i 18 e i 35 anni che ha letto, analizzato, riflettuto e pregato sulle 594 relazioni arrivate come risultato dei gruppi sinodali. Il risultato finale è il documento che verrà presentato questa sera al vescovo Claudio e alla Chiesa di Padova. “Il testo finale del Sinodo dei Giovani – spiega il coordinatore del Sinodo dei Giovani, don Paolo Zaramella – è stato pensato come una sorta di lettera dei giovani alla Chiesa di Padova di cui anch’essi sono parte. È la conclusione di un cammino iniziato due anni fa ma anche è un punto di partenza: è un testo ma anche un pretesto per iniziare tanti dialoghi ulteriori nelle parrocchie, tra giovani, adulti e preti e costruire così delle comunità più belle, accoglienti, autentiche ed evangeliche”. “Indipendentemente da quello che sarà e che emergerà dai giovani e dalla riflessione che si aprirà ora – sottolinea mons. Cipolla – il lavoro fatto da questi giovani rappresenta già un esempio per gli adulti, per quanto riguarda lo stile di ascolto e discernimento e il metodo adottato. I nostri giovani hanno lavorato molto e bene, con entusiasmo ed è significativo che in molti casi abbiano sentito il desiderio di ritrovarsi ancora, oltre agli appuntamenti richiesti”.