Fondazione Centesimus Annus

Scienza e tecnologia: Bartolomeo (patriarca Costantinopoli), “il dominio delle macchine non favorisce la solidarietà”, ma “individualizza la persona”

“Il rapido progresso della scienza e della tecnologia, assieme alle sue conseguenze benefiche, porta anche a risultati che non promuovono una cultura della solidarietà”. Lo ha detto il patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo, durante il suo intervento oggi in Vaticano su “un’agenda cristiana comune per il bene comune”, in occasione della conferenza per il 25° anniversario della Fondazione Centesimus Annus. “La tecnologia non è più a servizio dell’uomo – ha osservato -, ma è invece la sua principale forza motrice, che richiede completa obbedienza, oltre a imporre i propri princìpi su tutti gli aspetti della vita”. Ne sono esempio “gli onnipresenti mezzi di comunicazione elettronici”, che “non disperdono semplicemente le informazioni, ma trasmettono anche valori – i loro valori -, rimodellano le nostre opinioni sul significato della vita, dirigono i nostri bisogni, creando così bisogni artificiali e aprono la strada a un futuro che è dominato da loro”. Affermando che “adoriamo la tecnologia e il suo simbolo più alto, il computer, come il nostro dio”, il patriarca ha sottolineato come “allo stesso tempo ci aspettiamo di ricevere tutti i nostri benefici, gioia, comunicazione, progresso, informazioni, lavoro”. Di contro, “l’ingiustizia sociale, i divorzi, le violenze, i crimini, la solitudine, il fanatismo e lo scontro di civiltà”. “Vediamo che alcuni di questi problemi stanno effettivamente crescendo di pari passo con il progresso tecnologico della società”. La conclusione di Bartolomeo è che “il progresso scientifico e tecnologico non fornisce risposte ai più profondi problemi esistenziali dell’essere umano, né li elimina”. Piuttosto, “il dominio delle macchine, il deterioramento delle relazioni umane e il caos dell’informazione non favoriscono la solidarietà e l’interesse per il bene comune”. Anzi, “individualizzano la persona umana e la imprigionano in una realtà virtuale”. “L’autonomia della scienza e della tecnologia dai bisogni vitali dell’uomo – ha ammonito – costituisce un grande pericolo per una società di solidarietà”.