Televisione
“Queste nomine arrivano in un momento in cui intorno alla stampa c’è un clima pessimo. Registriamo dichiarazioni di chi predice o auspica la chiusura dei giornali o di chi mette in discussione le forme di sostegno che rispetto ad altri Paesi sono minime”. Così ha esordito Raffaele Lorusso, segretario della Fnsi, in apertura della conferenza stampa, organizzata oggi dallo stesso sindacato in maniera congiunta con l’Ordine dei giornalisti e l’Usigrai, riguardo alla nomina, in base alla legge Renzi, dei vertici della Rai prevista per domani. “Ci si prepara – ha continuato il segretario – a rinnovare il consiglio di amministrazione ma non c’è nulla di nuovo sotto il sole. La spartizione dei partiti sarà applicata esattamente in base a una legge, approvata nella precedente legislatura, che la incentiva. Si poteva evitare, semplicemente cambiando la legge. Chi oggi governa e prima si trovava all’opposizione gridava contro quella legge. Ora non fa nulla per cambiarla, anzi, la applica. Ancora una volta si perde l’occasione per cambiare la Rai”. Il segretario ha inoltre osservato che per cambiare la legge sulle nomine si sarebbe potuto prorogare l’attuale governance. “Il decreto libertà – ha concluso Lorusso, definendo così la norma auspicata – si può fare in una settimana ma quello che serve è la volontà politica”. Chi ha sottolineato l’unità contro le nomine in conseguenza della legge Renzi è stato Carlo Verna, presidente dell’Ordine dei giornalisti. “Nessun bene – ha dichiarato – si difende senza unità e coscienza collettiva. Il servizio pubblico si difende se siamo uniti. La battaglia dei giornalisti Rai è antica. Per anni si è parlato di ricette possibili. L’elemento di novità è che da oggi nessuno può dirsi innocente. Oggi chi governa ha il potere di renderla libera – ha concluso -, ripudiando una legge sbagliata che derivava da un’altra, la Gasparri, peggiore”.