Vocazione

Russia: VIII incontro nazionale dei giovani cattolici. Il nunzio Migliore, “Gesù chiede di non aver paura e seguirlo”

“Dio chiama ognuno di noi a uscire da noi stessi attraverso l’attrattiva e le domande che la realtà suscita in noi e ci lancia alla ricerca di un senso per cui valga la pena vivere. Questa è la vocazione”. Lo ha detto mons. Celestino Migliore, il nunzio nella Federazione russa, che sta partecipando all’VIII incontro panrusso dei giovani cattolici a Irkustk (19-22 luglio). Ai giovani, nella messa di apertura, ha raccontato la storia della sua vocazione: “Ho avuto una vita normale come tanti ragazzi. Facevo parte del gruppo dei chierichetti che serviva la messa domenicale e lì mi ha impressionato molto l’anziano parroco”. Mons. Migliore ha descritto la “maturità umana” di quel parroco, “le sue capacità a servizio degli altri” e di aver sentito il desiderio di “essere come lui”, pur non sapendo “cosa volesse dire essere prete”. E così il seminario, “vincendo la paura che avevo di intraprendere gli studi” e “di stare lontano dalla mia famiglia”. Poi l’ordinazione, “entusiasta di poter diventare sacerdote e mettermi a servizio della gente come il mio vecchio parroco”, ha raccontato il nunzio. “Ma, il vescovo mi chiama e mi dice che dovevo andare a Roma e studiare per poi fare il lavoro che sto facendo oggi”. Mons. Migliore ha detto ai giovani le sue paure e “di aver pianto”, “perché mi sentivo come tradito da Dio che mi aveva chiamato a una vita così bella e adesso mi cambiava i piani”. E poi ha raccontato le parole del vescovo che gli avevano dato il “coraggio di guardare in alto, di fidarmi di Gesù”.
“Io ho cercato di fidarmi di Gesù che mi chiedeva di farmi sacerdote”, ha concluso mons. Migliore, parlando ai giovani russi. “Forse, e lo spero, ad alcuni di voi Gesù chiederà la stessa cosa. Ma a molti di voi, Gesù chiede di non aver paura e di seguirlo nella vita della famiglia, della professione, del lavoro e dell’impegno sociale, magari nel servizio pubblico alla società”.