Lavoro

Voucher: Martelli (Acli Toscana), “strumento utile se ben regolato”. “Vero nemico è lavoro nero”

I voucher “per alcuni sono il male assoluto mentre per altri sono lo strumento migliore possibile. In realtà non sono né l’una né l’altra cosa”, afferma il presidente Acli Toscana, Giacomo Martelli, intervenendo nel dibattito sulla reintroduzione dei buoni lavoro attualmente all’attenzione del Parlamento nel confronto per la conversione in legge del cosiddetto “decreto dignità”. Per Martelli serve “un atteggiamento più laico e meno ideologico su uno strumento che se utilizzato bene può fornire alcune risposte utili sia ai lavoratori che alle imprese”. La “crescita del lavoro nero di circa il 6%” registrata “con la fine dei voucher, aboliti dal precedente governo Gentiloni”, sostiene, “dovrebbe farci tutti riflettere” che “il vero nemico del nostro sistema occupazionale e produttivo” è proprio “il lavoro nero. Perché danneggia le imprese serie con una concorrenza sleale e truffaldina, ma soprattutto perché costringe il lavoratore a essere un fantasma senza diritti e senza tutele”. Per “svuotare questo pozzo di irregolarità e sfruttamento” un possibile strumento “potrebbero essere i buoni-lavoro” purché, puntualizza, “non siano strumenti di precarietà e sfruttamento e quindi siano gestiti con regole chiare e inderogabili: legandoli a esigenze di lavoro occasionale e transitorio”. Per Martelli, “oltre a limiti economici andrebbero messi anche vincoli alle ore di prestazioni non occasionali utilizzabili dalla azienda, prevedendo sanzioni dure a chi trasgredisce”. Inoltre “si potrebbero usare per un periodo sperimentale, ad esempio 24 mesi” cosicché “Governo e Parlamento possano valutare su dati certi” e “prendere decisioni a ragion veduta”.