Povertà
“I problemi che il nostro sindaco con questa ordinanza segnala, la povertà e i poveri, sono problemi reali che stanno crescendo in mezzo a noi e lo vediamo, così come sappiamo che ci sono organizzazioni che sfruttano i poveri attraverso l’accattonaggio. Ed evidenza un pericolo generale di un clima d’insoddisfazione, insofferenza, astio verso l’altro, il diverso”. A commentare al Sir l’ordinanza del sindaco di Cuneo contro l’accattonaggio molesto è don Flavio Luciano, responsabile della Commissione giustizia e pace di Cuneo e assistente spirituale della Caritas. “Non penso però che questa ordinanza possa aiutare a ricreare un clima di convivenza serena; non credo sia questa la strada. Anzi potrebbe peggiorare le cose”. Secondo don Luciano, occorre “cercare insieme di porci alcune domande: se c’è questa situazione è perché secondo me c’è inerzia da parte di tutti, delle istituzioni comunali, dell’Asl, ma anche delle nostre parrocchie e comunità in generale”.
Don Luciano richiama la recentissima esperienza di “Ascolto in rete”, percorso di raccolta e analisi dei dati sul fenomeno della povertà e dell’esclusione sociale in provincia di Cuneo e l’indicazione emersa di lavorare “contro la povertà, con i poveri”: questo, dice don Luciano, “dovrebbe guidare anche le politiche delle nostre città”. Ne deriverebbe un atteggiamento di “ascolto, comprensione e simpatia verso queste persone” che farebbe emergere anche le situazioni di sfruttamento. Lavorare in rete è un altro imperativo: “la dispersione è un male, è inefficiente”. E cita le esperienze positive del territorio, come gli Spra e l’accoglienza per i rifugiati o gli orti solidali che si stanno moltiplicando. “Questa vicenda ci porta anche a sensibilizzare le nostre comunità: non dovremmo allontanare, ma avere il coraggio di portare dentro le nostre strutture, iniziative, feste”. È una sfida non facile e chi ha intrapreso la strada di aprire le porte e creare percorsi sta anche soffrendo per la resistenza che incontra, conclude.