Ai giornalisti
“Della trattativa con il ministro dell’interno se ne è occupato don Aldo, un bravo prete che lavora alla liberazione delle prostitute. E il cardinale Bassetti che era qui guidava al telefono e uno dei sottosegretari della Cei, padre Maffeis trattava al telefono. Un numero li hanno presi l’Albania, l’Irlanda e mi sembra anche il Montenegro. Gli altri li ha presi la Cei, non so se sotto l’ombrello del Vaticano. Vanno a Mondo Migliore, a Rocca di Papa, lì cominceranno a studiare l’italiano. E’ importante per integrarsi conoscere la lingua”. Lo ha detto Papa Francesco ai giornalisti sul volo di ritorno da Dublino. “Ho visto in un video che cosa succede a coloro che sono mandati indietro e che sono ripresi dai trafficanti. E’ doloroso, agli uomini praticano torture, le più sofisticate. Mandarli indietro? Si deve pensare bene, bene, bene”. Il Papa ha poi citato il modello della Svezia che ad un certo punto si è fermato perché “non aveva più la possibilità di integrazione”. “La virtù della prudenza è la virtù del governante: prudenza sul numero e sulle possibilità di integrare. Il popolo che non può integrare è meglio che non riceva. Il metodo è il dialogo”, ha concluso.