Scontri a Tripoli

Libia: Aliboni (Iai), “situazione molto grave ed incerta, forse per impedire le elezioni”

“Credo che questo attacco alle brigate di Tripoli politicamente sia un attacco a Serraj e alle elezioni che dovrebbero svolgersi a fine anno, secondo il copione francese”: lo afferma al Sir Roberto Aliboni, consigliere scientifico dell’Istituto affari internazionali, che da anni osserva la situazione libica. La capitale Tripoli è infatti sotto attacco da una settimana da parte della settima brigata di Tarhouna, una città a 60 km a sud di Tripoli. Il premier libico Fayez al Sarraj ha mobilitato, per difendersi, alcune brigate che formano unità speciali dei ministeri dell’Interno e della Difesa. Al momento sono stimati dal ministero della Salute libico 47 morti e 129 feriti. “È certamente un sintomo di una situazione che si è deteriorata e continua a deteriorarsi, di una contesa tra quelli che vogliono fare le elezioni (dentro e fuori dalla Libia) e quelli che invece non le vogliono fare – osserva Aliboni -. Non si capisce come mai hanno deciso di attaccare le brigate di Tripoli, quindi il governo Serraj. Ci sono sicuramente delle ipotesi ma non so quale sia quella giusta, perché le contraddizioni sono molte. Secondo me è un attacco a Serraj che più di tutti vuole le elezioni, perché è l’unica strada che può legittimarlo”. Secondo Aliboni, “il governo italiano ha sempre dichiarato di avere il controllo della situazione ma non è così” ed “è indispettito dal fatto che la Francia ha preso una sua iniziativa, peraltro sballata. La Francia è tra i Paesi che vogliono fare le elezioni perché legittimerebbero quei quattro leader che hanno invitato a Parigi, tra cui il generale Khalifa Haftar, ma certo questa non è una soluzione”. A suo parere, “ha ragione il governo italiano quando dice ai francesi che serve un minimo di accordo politico tra le parti e solo poi si possono fare le elezioni. Credo che questo attacco alle brigate di Tripoli politicamente sia un attacco a Serraj e alle elezioni che dovrebbero svolgersi a fine anno, secondo il copione francese”. “La situazione è molto grave ed è incerta – sottolinea -. Stamattina sulle testate libiche si dice che l’attacco ha subito un rallentamento ma continua”.