Inclusione sociale

Diocesi: Perugia-Città della Pieve, Grasselli (Osservatorio diocesano sulle povertà) “Piano regionale contro la povertà è punto di svolta”

Il nuovo Piano regionale umbro contro la povertà è “un forte impegno, che ha consentito di tener conto, nella dimensione normativa, dei più importanti fattori generativi e dei caratteri della povertà e delle situazioni di marginalità ed esclusione sociale; e che ha permesso di mettere a punto una strategia articolata e complessa per affrontare queste situazioni, un vero punto di svolta nelle politiche sociali finora attivate su questo fronte”.
Così l’economista Pierluigi Maria Grasselli, direttore dell’Osservatorio sulle povertà e l’inclusione sociale dell’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve, in una nota che commenta proprio il Piano regionale.
“L’attuazione di questa strategia – spiega Grasselli – richiederebbe un aumento consistente di risorse, rispetto a quelle sino ad oggi stanziate, per beneficiare in misura adeguata il complesso degli aventi diritto; per sostenere con contributi e percorsi adeguati tutti i poveri assoluti”. Secondo l’economista, comunque l’esame del Piano “può aiutare comunque a cogliere aspetti e condizioni fondamentali di un’azione che cerchi di essere efficace nel restituire dignità e autonomia”.
Grasselli suggerisce “alcune possibili avvertenze che dovrebbero essere adottate. Si sente l’esigenza, per poter esercitare un controllo appropriato sugli interventi, di conoscere nei dettagli gli Accordi di collaborazione, che dovrebbero essere stipulati tra le Zone sociali e gli altri enti e organismi deputati a fornire l’ampio ventaglio di servizi (per inserimento lavorativo, istruzione e formazione, politiche abitative, salute, …) previsti per fronteggiare le necessità dei nuclei familiari in povertà”.
Tali necessità sono numerose e ben evidenziate nel terzo “Rapporto sulla povertà”, curato per conto della Caritas diocesana, che l’Osservatorio presenterà il prossimo 21 settembre.
“Si parla inoltre a più riprese dell’importanza del Terzo Settore – sottolinea Grasselli nella nota –. Al riguardo, si avverte la necessità di disporre di indicazioni per comprendere il ruolo effettivo a questo assegnato.E per conoscere le forme di coinvolgimento e consultazione di Autonomie locali, parti sociali e Terzo settore. Come suggeriscono le Linee guida, proposte dall’Alleanza contro la povertà, per il confronto sui Piani regionali, sarebbe necessario conoscere i programmi specifici, per territori, di rafforzamento degli interventi e dei servizi”.