#SinodoAmazonico
“Dio ci preservi dall’avidità dei nuovi colonialismi”. È l’invocazione dell’ultima parte dell’omelia del Papa nella messa di apertura del Sinodo per l’Amazzonia. “Il fuoco appiccato da interessi che distruggono, come quello che recentemente ha devastato l’Amazzonia, non è quello del Vangelo”, ha detto il Papa riferendosi all’attualità: “Il fuoco di Dio è calore che attira e raccoglie in unità. Si alimenta con la condivisione, non coi guadagni. Il fuoco divoratore, invece, divampa quando si vogliono portare avanti solo le proprie idee, fare il proprio gruppo, bruciare le diversità per omologare tutti e tutto”. “Il fuoco di Dio, come nell’episodio del roveto ardente, brucia ma non consuma”, l’esempio tratto dall’Esodo: “È fuoco d’amore che illumina, riscalda e dà vita, non fuoco che divampa e divora”. “Quando senza amore e senza rispetto si divorano popoli e culture, non è il fuoco di Dio, ma del mondo”, il monito di Francesco: “Eppure quante volte il dono di Dio non è stato offerto ma imposto, quante volte c’è stata colonizzazione anziché evangelizzazione!”. “Annunciare il Vangelo è vivere l’offerta, è testimoniare fino in fondo, è farsi tutto per tutti, è amare fino al martirio”, ha ricordato il Papa. “Ringrazio Dio perché nel Collegio cardinalizio ci sono alcuni fratelli cardinali martiri, che hanno assaggiato nella vita la croce del martirio”, ha aggiunto a braccio. “Tanti fratelli e sorelle in Amazzonia portano croci pesanti e attendono la consolazione liberante del Vangelo, la carezza d’amore della Chiesa”, ha fatto notare il Santo Padre. “Permettetemi di ripetere le parole dell’amato cardinale Hummes: ‘Quando siete in Amazzonia, andate a cercare le tombe dei missionari'”, ha aggiunto a braccio: “E poi, con un po’ di furbizia, dice al Papa: ‘Non si dimentichi di loro, meritano di essere canonizzati'”. “Per loro, con loro, camminiamo insieme”, ha concluso Francesco.