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Papa in Giappone: messa a Nagasaki, “queste terre hanno sperimentato la capacità distruttiva a cui può giungere l’essere umano”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Queste terre hanno sperimentato, come poche altre, la capacità distruttiva a cui può giungere l’essere umano”. Lo ha detto il Papa, nell’omelia della messa celebrata nello stadio di baseball a Nagasaki, al centro della quale c’è la figura del buon ladrone. “Conosciamo bene la storia dei nostri fallimenti, peccati e limiti, come il buon ladrone, ma non vogliamo che sia questo a determinare o definire il nostro presente e futuro”, ha detto Francesco: “Sappiamo che non di rado possiamo cadere nel clima pigro che fa dire con facilità e indifferenza ‘salva te stesso’, e perdere la memoria di ciò che significa sopportare la sofferenza di tanti innocenti. Perciò, come il buon ladrone, vogliamo vivere l’istante in cui poter alzare le nostre voci e professare la nostra fede a difesa e a servizio del Signore, l’Innocente sofferente. Vogliamo accompagnare il suo supplizio, sostenere la sua solitudine e il suo abbandono, e ascoltare, ancora una volta, che la salvezza è la parola che il Padre vuole offrire a tutti: ‘Oggi sarai con me nel paradiso’”. “Salvezza e certezza che hanno testimoniato coraggiosamente con la vita San Paolo Miki e si suoi compagni, come pure le migliaia di martiri che segnano la vostra eredità spirituale”, ha sottolineato il Papa: “Sulle loro orme vogliamo camminare, sui loro passi vogliamo andare per professare con coraggio che l’amore dato, sacrificato e celebrato da Cristo sulla croce è in grado di vincere ogni tipo di odio, egoismo, oltraggio o cattiva evasione; è in grado di vincere ogni pessimismo indolente o benessere narcotizzante, che finisce per paralizzare ogni buona azione e scelta”. “La nostra fede è nel Dio dei viventi”, ha ricordato Francesco: “Cristo è vivo e agisce in mezzo a noi, guidandoci tutti alla pienezza della vita. È vivo e ci vuole vivi: questa è la nostra speranza”.