Viaggi apostolici
“Questo luogo ci rende più consapevoli del dolore e dell’orrore che come esseri umani siamo in grado di infliggerci”. Sono le parole del Papa a Nagasaki, pronunciate nel luogo dove il 6 agosto del 1945 esplose la bomba atomica. “La croce bombardata e la statua della Madonna, recentemente scoperta nella cattedrale di Nagasaki – ha detto il Papa leggendo il suo messaggio all’Atomic Bomb Hypocenter Park, prima tappa della seconda giornata in Giappone – ci ricordano ancora una volta l’orrore indicibile subito nella propria carne dalle vittime e dalle loro famiglie”. “Uno dei desideri più profondi del cuore umano è il desiderio di pace e stabilità”, ricorda Francesco, secondo il quale “il possesso di armi nucleari e di altre armi di distruzione di massa non è la migliore risposta a questo desiderio; anzi, sembrano metterlo continuamente alla prova”. “Il nostro mondo vive la dicotomia perversa di voler difendere e garantire la stabilità e la pace sulla base di una falsa sicurezza supportata da una mentalità di paura e sfiducia, che finisce per avvelenare le relazioni tra i popoli e impedire ogni possibile dialogo”, l’analisi del Papa: “La pace e la stabilità internazionale sono incompatibili con qualsiasi tentativo di costruire sulla paura della reciproca distruzione o su una minaccia di annientamento totale; sono possibili solo a partire da un’etica globale di solidarietà e cooperazione al servizio di un futuro modellato dall’interdipendenza e dalla corresponsabilità nell’intera famiglia umana di oggi e di domani”. “Qui, in questa città, che è testimone delle catastrofiche conseguenze umanitarie e ambientali di un attacco nucleare, non saranno mai abbastanza i tentativi di alzare la voce contro la corsa agli armamenti”, ha esclamato Francesco: “Questa infatti spreca risorse preziose che potrebbero invece essere utilizzate a vantaggio dello sviluppo integrale dei popoli e per la protezione dell’ambiente naturale”.