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Papa in Giappone: testimonianza di un sopravvissuto, “bombe sganciate su tutta l’umanità”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Verso la fine della guerra, il 6 agosto 1945, la bomba atomica cadde sul centro di Hiroshima. Ha distrutto l’intera città in un solo instante e provocato la morte di circa 140.000 delle 350.000 persone che ci vivevano”. È la testimonianza di Kojí Hosokawa, nell’incontro per la pace al Memoriale di Hiroshima. La sua testimonianza è stata letta dalla testimone che l’ha preceduta, Yoshiko Kajimoto, perché lui non ha potuto essere presente per motivi di salute. “All’epoca avevo 17 anni e mi trovavo al 4° piano di un edificio a 1,3 chilometri dall’epicentro quando la bomba è stata sganciata, ma sono sopravvissuto miracolosamente. Delle dozzine di persone che sono state esposte nello stesso posto, io sono l’unico che è ancora vivo. Il giorno dopo, mentre tornavo a casa mia a Miyajima, destinazione della evacuazione, ho saputo che mia sorella minore, di 13 anni, che lavorava come studente in mobilità, si trovava a solo 700 metri di distanza ed è morta il 6 agosto. Nonostante siamo sopravvissuti, in molti abbiamo sofferto di cheloidi per tutta la vita, nonché degli effetti postumi e delle conseguenze. Ho continuato a vivere nella paura delle malattie in conseguenza della bomba atomica”. “Penso che tutti dovrebbero rendersi conto che le bombe atomiche sono state sganciate non su Hiroshima e Nagasaki, ma su tutta l’umanità”, l’invito: “La guerra fece impazzire le persone e la follia finale fu la bomba atomica che ha negato l’esistenza umana. Sebbene mi rimane poco tempo, credo che trasmettere l’esperienza di Hiroshima alle nuove generazioni sia l’ultima missione che ci è stata affidata a quanti siamo sopravvissuti ad essa”.