Bilancio sociale

Senza dimora: Mumolo (Avvocato di Strada), “estendere anche a loro il reddito di cittadinanza”

“Qualcuno insiste a dire che le due parole ‘avvocato’ e ‘strada’ insieme siano un ossimoro. Ma in strada c’è ancora fame di diritti e noi siamo nati per dare risposta a un’esigenza concreta che c’è”. Lo ha detto Antonio Mumolo, presidente di Avvocato di Strada onlus, presentando questa mattina a Bologna il bilancio sociale 2018 dell’associazione che si occupa della tutela legale gratuita delle persone senza fissa dimora e delle vittime della tratta. “La povertà non è diminuita e anzi alcuni dati economici ci dicono che stiamo per entrare in un nuovo periodo di crisi”, ha aggiunto Mumolo. Il presidente ha evidenziato che “sui territori ci sono persone che ancora continuano a morire di freddo e situazioni di grave intolleranza”. Dal bilancio del 2018 “emerge l’aumento delle persone difese dall’associazione, che lo scorso anno sono state 4000”. Fra le urgenze – rileva Mumolo – “sono aumentati i casi relativi alla residenza e questo è un segnale da approfondire, ma soprattutto ci sono molti più casi di persone vittime del reato in sede penale”. Il presidente ha sottolineato che Avvocato di Strada, insieme alla FioSd, ha proposto “un emendamento alla legge sul reddito di cittadinanza perché venga sostituito il requisito della residenza degli ultimi due anni per l’ottenimento dello stesso e venga sostituito con il riferimento al domicilio. Sono troppe le persone che vivono ai margini ai quali è precluso il reddito di cittadinanza”. Mumolo ha evidenziato i risvolti pratici della legge Salvini, guardando “con positività alla recente sentenza della Corte costituzionale che ne prevede la irretroattività e dunque la non applicabilità della stessa alle situazioni precedenti l’entrata in vigore della stessa”. Alla giornata di oggi, alla quale sono presenti i volontari delle 53 sedi attive in Italia, partecipano anche quattro richiedenti asilo.