"Building future on peace"
“Come cristiani ci interpella il fatto che nelle nostre comunità trovi acritica accoglienza la giustificazione della guerra e della violenza, della legittima difesa armata, della ingerenza umanitaria con gli eserciti, mentre non è altrettanto presente l’attenzione per la difesa popolare nonviolenta, la passione per la verità e i concreti gesti di amore che danno prospettive a un mondo nuovo e possibile, secondo le parole dei profeti”. Padre Giulio Albanese, missionario comboniano, direttore di “Popoli e missione”, è intervenuto oggi alla Summer School “Bui
lding future on peace” in corso ad Assisi, proposta da Istituto Toniolo, Azione Cattolica, Caritas e altre realtà del mondo cattolico, con il patrocinio di Parlamento e Commissione Ue, cui partecipano una trentina di giovani da tutta Italia. “Il cristiano non distoglie il volto dalla brutalità dell’oppressione, ma nemmeno si fa trascinare nella logica che lo vuole nemico perché altri lo hanno definito come tale”, ha affermato Albanese. “Occorre pertanto, alla luce del magistero, progettare itinerari specifici di formazione teologica, morale, spirituale alla pace che accompagnino adeguate scelte di denuncia, rinuncia e annuncio per una nuova civiltà dell’amore”.