“Un incontro una storia”
“Non si tratta solo di mandare barche in mare, in quello che oggi viene chiamato il cimitero liquido. Nella sua missiva Papa Francesco ci invita ad andare incontro a queste persone. Siamo di fronte a una sfida culturale in cui la domanda è: ‘Chi è il mio prossimo?’”. A parlare è padre Giulio Albanese, missionario della Congregazione dei Comboniani, nel suo intervento in occasione della presentazione del Concorso “Un incontro una storia” tenutasi oggi in Campidoglio dalla sindaca Virginia Raggi e dal direttore della Caritas diocesana, don Benoni Ambarus. “Nella parabola del buon samaritano – prosegue padre Albanese – Gesù opera un vero e proprio decentramento narrativo chiedendo al dottore della chiesa ‘Chi tra questi tre si è fatto prossimo?’ Colui che ebbe compassione è la risposta. La mia preoccupazione oggi è che si stia creando un cristianesimo esclusivo che è esattamente l’opposto di quello che il Papa suggerisce”. Il missionario comboniano sottolinea con urgenza le parole del Pontefice quando ricorda che “non si tratta solo di migranti, di fronte a noi abbiamo uomini e donne create a immagine di Dio la cui sacralità prescinde dalla razza”. La povertà, a cui costantemente fa riferimento Francesco “non è un’apologia della mistica della miseria – conclude padre Albanese – ma una categoria teologica che ci ricorda che la felicità vera è un bene condiviso, non solo nella fede ma per tutti gli uomini”.